Immobiliare residenziale, crescita dello 0,3% nel numero di unità

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Stando al report Statistiche Catastali 2017 del Catasto edilizio urbano, dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, alla fine del 2017 le unità immobiliari censite nelle categorie catastali del gruppo A (dalla categoria A/1 alla A/11, con la eccezione della A/10) sono state pari a poco meno di 35 milioni di unità (34.996.273), circa 114 mila unità (lo 0,3%) in più rispetto a quelle che erano state rilevate in riferimento al 2016.

Nel dettaglio delle singole categorie, crescono le abitazioni delle categorie più rappresentate, la A/2 (abitazioni civili) e la A/3 (abitazioni di tipo economico), con un passo in avanti rispettivamente pari allo 0,7% e allo 0,4%, così come crescono dell’1,0% le abitazioni della categoria A/7 (villini) e del 2,2% quelle della categoria A/11 (abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi).

Di contro, sono in flessione le altre categorie catastali abitative, con una contrazione dell’1,6% delle abitazioni signorili (A/1), dello 0,3% delle abitazioni popolari (A/4), dello 0,7% delle ville (A/8), dello 0,8% dei castelli e dei palazzi di pregio (A/9) e di oltre 2 punti percentuali delle abitazioni di tipo ultrapopolare e rurale (A/5 e A/6).

Ragionando in termini assoluti, emerge come quasi il 90% delle unità residenziali sia censito in catasto tra le abitazioni civili (A/2), economiche (A/3) e popolari (A/4), con dati quasi identici tra le abitazioni di categoria A/2 (12.758.519 unità) e A/3 (12.703.838 unità).

Ancora, i dati statistici catastali ci informano come lo stock abitativo sia attribuibile soprattutto alle persone fisiche, con 32,3 milioni di unità (più del 92% del totale), mentre alle persone non fisiche risultano essere intestate 2,6 milioni di unità. Solo poco più di 11 mila unità rientrano tra i beni comuni.

Spostandoci poi ad una breve analisi sui dati di rendita catastale, si noti come lo sviluppo nel 2017 sia stato superiore alla crescita del numero di unità abitative, valutato che il totale di rendita ammonta oggi a 16,9 miliari di euro (16.985.570.411 euro), in incremento dello 0,5% su base annua, quasi 90 milioni di euro in più del 2016.

Lo stock abitativo di proprietà delle persone fisiche presenta una rendita catastale complessiva che sfiora i 15,7 miliardi di euro, ovvero il 92% del totale. La rendita catastale che risulta essere attribuita alle abitazioni delle persone non fisiche è invece pari a circa 1,3 miliardi di euro, mentre è poco meno di 4 milioni di euro per le abitazioni che risultano essere censite tra i beni comuni.

Infine, sempre in termini di rendita catastale, si noti come la quota di abitazioni di proprietà delle persone non fisiche sia evidentemente più importante per le abitazioni signorili, per le ville e per le abitazioni tipiche dei luoghi, in cui la quota in mano alle PNF supera il 20%. Assume un rilievo ancora maggiore, con una quota di quasi il 60%, per le abitazioni di maggiore pregio.

Sul fronte della rendita catastale media, il valore 2017 ammonta a 485 euro, con un valore di 626 euro per la categoria di abitazioni civili (A/2) e di 420 euro per le abitazioni economiche (A/3). Le rendite catastali medie maggiori si trovano intuibilmente nella categoria A/8 (3.055 euro) e A/9 (3.733 euro).

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