Legge di Bilancio 2020: le novità per l’immobiliare, punto per punto

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Come di consueto, anche quest’anno il settore immobiliare è stato influenzato dai provvedimenti contenuti all’interno della Legge di Bilancio 2020 che, tra conferme e novità, impatterà sull’edilizia e sugli edifici abitativi e non abitativi.

Cerchiamo di riepilogare quali siano i principali interventi previsti, e come potrebbero cambiare la posizione dei contribuenti.

Un quadro sui Bonus

In sede di discussione della manovra finanziaria è stato deciso di prorogare al 31 dicembre 2020 il pacchetto di bonus fiscali già in vigore lo scorso anno, in relazione alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica, recupero edilizio, acquisto mobili e elettrodomestici di classe energetica invariata.

È stata inoltre confermata l’applicabilità fino al 31 dicembre 2021 dell’Ecobonus che riguarda i lavori energetici eseguiti sulle parti comuni dei condomini, e del Sismabonus, anch’esso in scadenza alla fine del prossimo esercizio.

Viene altresì introdotto un nuovo bonus, ribattezzato “Bonus facciate”, con una detrazione del 90% sulle spese – senza limiti – sostenute per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici, di rifacimento, di recupero o di pulitura e tinteggiatura.

Le novità sull’Imu

Dal 2020 è stato previsto un accorpamento di tutte le imposte locali sugli immobili. Dunque, scompare formalmente il tributo per i servizi indivisibili: viene invece prevista una sola forma di prelievo patrimoniale immobiliare, con disciplina che ricalca quella già esistente in capo all’imposta municipale unica. L’aliquota di base è fissata allo 0,86%, con congrua possibilità – in capo ai Comuni – di incrementarla e abbassarla entro i limiti previsti.

Sempre a proposito di Imu, per gli immobili di impresa viene prevista la possibilità di dedurre l’imposta nella misura del 60% per il 2020 e il 2021 (ex 50% nel 2019). L’aliquota di deducibilità salirà al 100% dal periodo 2022.

Cedolare secca

L’aliquota che può essere applicata ai contratti a canone concordato viene fissata in misura ridotta al 10% a partire dal 2020, invece del 15%, e contrariamente al 12,5% che era stato ipotizzato inizialmente.

Sconto in fattura

Sparisce lo sconto in fattura, ovvero la possibilità – rimessa al contribuente – di poter optare per uno sconto sull’importo lordo della prestazione del fornitore, in luogo della detrazione fiscale spettante.

Vi è però un’unica eccezione: la possibilità che lo sconto in fattura possa essere ancora fruito per gli interventi di ristrutturazione di primo livello, particolarmente importanti, e solamente per le parti comuni degli edifici condominiali e per un importo dei lavori che sia pari ad almeno 200 mila euro.

Imposta sulle plusvalenze

L’imposta sostitutiva dovuta sulle plusvalenze che sorgono dalla cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati o costruiti da meno 5 anni, realizzate da soggetti Irpef, sale dal 20% al 26%. Viene pertanto paragonata tale aliquota, a quella applicata alle plusvalenze di natura finanziaria.

Monitoraggio strutturale dei fabbricati

Infine, ricordiamo che la Legge di Bilancio introduce un credito di imposta per le spese documentate sull’acquisizione e sulla predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, con l’obiettivo di migliorare il livello di sicurezza degli immobili. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge, un decreto Mef definirà le modalità di accesso al beneficio.

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